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Biologico, biodinamico, sostenibile, naturale, modesta guida per orientarsi nella nebbia

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[pubblicato in tedesco su “Merum”, in Italia su Vinix]

Un articolo recentemente pubblicato sul sito di “The World of Fine Wines”, ripreso sui social media, titola: “La grande truffa della viticoltura biologica” (The great organic grape scam). L’autore (che non sono riuscito a identificare dal sito) sostiene che non esiste, almeno nel vino, una superiorità del “biologico” rispetto ad altri modelli produttivi per quanto riguarda la salubrità del prodotto e l’impatto sull’ambiente. Come primo esempio (ed è l’esempio classico che si usa in questi casi) cita il caso del rame, ammesso dai disciplinari del biologico in quanto sostanza minerale (quindi non ottenuta con la chimica di sintesi) ma tossico sia per l’uomo che per l’ambiente assai più (altro esempio classico) del glyphosate, il diserbante sistemico creato dalla Monsanto oggetto di tante campagne di stampa e di una controversia non risolta a livello di Unione Europea relativamente al rinnovo della sua autorizzazione.

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Vitigno, una gabbia troppo stretta?

Tutta la normativa europea sul vino, dalle autorizzazioni alla coltivazione nelle varie regioni ai disciplinari di produzione delle DOP, si basa sul concetto di "vitigno". Un vitigno è la progenie di un singolo seme, moltiplicata esclusivamente per via vegetativa al fine di conservarne intatto il genoma. Ma intatto non è…
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Vignaiolo Vespa, lascia che ti spieghi

Basta avere una vigna e una bottiglia con il proprio nome in etichetta per definirsi vignaiolo? Parrebbe la classica questione di lana caprina, e tale sicuramente pare a Bruno Vespa, diventato di recente anche produttore di vino, con l’originale scelta di Riccardo Cotarella come consulente enologico. Il noto giornalista televisivo…
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Terroir, il cammino del sud

Perché in gran parte dell’Italia concetti come vigna, cru, come fattori discriminanti dell’originalità di un vino, non si sono affermati? Perché nella comunicazione solo pochissimi vini della gamma più alta, al Sud, vengono riferiti a un “climat”, come dicono i francesi, cioè ad una vigna specifica? Perché in molti casi…
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I maestri dalle scarpe grosse

Come capita ai giovani in generale, nella mia gioventù non tenevo in grande considerazione le osservazioni e i consigli degli anziani, soprattutto se agricoltori privi di una preparazione “scientifica” quale ritenevo, presuntuosamente, di avere allora. Come molti, ho imparato con il tempo ad avere maggiore rispetto per la monumentale bibliografia…
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Per me i vigneti ad alta densità sono una cagata pazzesca!

(cit. Paolo Villaggio, “Fantozzi”) Art. da SLOW WINE. http://www.slowfood.it/slowine/per-me-i-vigneti-ad-alta-densita-sono-una-cagata-pazzesca/#.UsLKqNLuKSo Credo che in alcuni corsi per sommelier, e finanche in alcuni corsi universitari, si insegni ancora che per fare vini di grande qualità bisogna piantare le viti molto vicine tra loro, stile Champagne (dove a volte si superano le 10.000 viti…
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Non dire gatto (o Sauvignon) se non l'hai nel sacco

“Qui c’è del Sauvignon” disse il degustatore con superpoteri, sniffando il calice con collo proteso e occhi fissi in avanti, come il segugio che ha sentito la lepre.Forse era vero, e forse no. La tecnica della vinificazione in riduzione, o in iper-riduzione, che ha reso famosi i Sauvignon blanc della…
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Il digital divide (detto in italiano)

ART. da Millevigne n°2 - 2013 (editoriale) - www.millevigne.it Divide, terza persona del verbo dividere. Il “digitale” traccia nuovi confini. Sono confini geografici, tra zone che hanno accesso alla banda larga, o almeno a una adsl veloce, e terra degli esclusi, di cui fanno parte molte zone rurali. Ma ci…
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Come è amaro l’Amarone altrui

Tuoni, fulmini, pioggia e grandine in maggio sulla Valpolicella. Dal cielo, ma non solo. Una decisione del Consorzio di Tutela sulla modifica del disciplinare di produzione ha scatenato altri fenomeni temporaleschi, determinando una spaccatura tra i produttori. L’Amarone è un vino di successo, la produzione è andata aumentando in modo…
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Lieviti: indigeni, selvaggi, selezionati

La discussione lieviti indigeni/autoctoni/selvaggi/selezionati anima da qualche tempo blog e social network (la migliore che ho letto: “io non bevo lieviti selezionati!”), tanto da far pensare che si tratti di un tema di interesse generale dei consumatori di vino. In verità io penso che il 99% dei bevitori di vino…
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Igiene: la colpa di essere piccoli

Il concetto che i prodotti alimentari industriali e confezionati siano più “controllati” e quindi più sicuri di quelli artigianali è abbastanza radicato. Ma vari fatti recenti di cronaca, dal cavallo clandestino in sughi e lasagne, all’inquinamento biologico di vari prodotti dispensati nel self service IKEA, fino alle ultime notizie che…
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Degustatori con superpoteri

Che esistano degustatori con doti naturali superiori alla media non vi è dubbio. Sono doti di diversa natura: genetiche, riguardano i recettori olfattivi e gustativi ma anche zone più interne del sistema nervoso, quelle legate alla memoria; poi ci sono aspetti più culturali, l’educazione del gusto, la ricchezza e la…
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Il fantasma della libertà (di impianto)

Il cammino verso la liberalizzazione degli impianti viticoli, prevista in Europa per il 2015, ha avuto una battuta d’arresto. Lo ha riferito il Commissario Ciolos da Cipro, dove erano riuniti i ministri dell’agricoltura della UE: “Non ci sarà un ritorno al passato e neppure una liberalizzazione completa, ma una nuova…
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La rivoluzione dei vini naturali

Dopo un dovuto chiarimento, abbiamo recuperato la parte mancante del pezzo di Maurizio Gily, pubblicato su Porthos 35. Ecco la versione completa, corredata da una breve nota dell'autore. Lost in transmission… (24 settembre 2010)Nello scambio di email con le quali si procedette alla revisione dell’editing di questo mio pezzo non…
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Protezionismo e Immigrazione

Lettera a Informatore Agrario. Pubblicata sul n. 6/2010. Caro direttorel’editoriale del professor Olper su protezionismo e immigrazione, su Informatore Agrario n. 3/2010, pur contenendo alcune analisi lucide e condivisibili, mi ha lasciato per altri versi perplesso...
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I cru del Barolo e i limiti della scienza

Le MGA: Gily scrive a Franceschini Caro Alessandro,desidero esprimere un pensiero sulla questione della “zonazione del Barolo” di cui hai scritto. Credo che il concetto espresso da Nicola Argamante rispetto a quello studio sia stato travisato, forse non si è spiegato bene. Siccome ho fatto parte anch’io del gruppo di…
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The demise of the Italian Pergola

In recent decades, the traditional Italian pergola (or tendone) trellis system has been criticised by viticultural advisors, with many suggesting to growers that they convert to vertical shoot positioning. But, is the pergola trellis ready for the scrap heap?
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Alessandria provincia viticola

Appunti per una storia della viticoltura, della produzione e dei mercati del vino nella "prima provincia viticola del regno"Amministrazione provinciale di Alessandria, 2009M.Gily, A.Desana, C. Belltrame, V. Rapetti, G. Subbrero, G. Gay, G. Mainardi, F. Rossini, D. Roggero. Coordinamento di Maurizio Gily. Versione online
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Good Bye Mr Mondavi

Si può dire che il ‘900 del vino americano sia finito solo ora, con la scomparsa, alla soglia dei 95 anni, di Robert Mondavi, il produttore di origine italiana che ne fu senza dubbio il più famoso e carismatico interprete e protagonista. Chi era Robert Mondavi? Questa è la sua…
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Gavi. Ein anderes Piemont

Wenn man im Land des Gavi ankommt - oder besser noch: wenn man zurückkehrt - nimmt man einen „Geist des Ortes” war, der aus diesem Territorium etwas Einzigartiges macht und ihn von anderen bekannten Weingegenden im südlichen Piemont wie den Langhe und dem Monferrato (an das es angrenzt) unterscheidet. Die…
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Mountain Vineyards in Europe

Mountain vineyards in Europe A mountain and a steep slope viticulture have existed in Europe within living memory. Mountain people have always utilized the capacity of vines to live on poor and pebbly soils; therefore they planted vines on the slopes with the best exposure, slopes that were sometimes inaccessible…
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